Traduzione ed accessibilità. L’utilizzo dei QRCode per l’accesso alla conoscenza di utenti con disabilità

Accessibilità e qrcode

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Si parla spesso di innovare per essere competitivi, di come le nuove tecnologie dell’informazione possano realmente creare progresso, lavoro e facilitare la vita delle persone, ma l’innovazione si fa con i fatti e non con le parole. Per questo motivo ho deciso di far conoscere un progetto spagnolo sviluppato in ambito accademico eccezionalmente avanzato e innovativo. Si tratta di un progetto per facilitare l’accesso all’informazione da parte di persone non vedenti e/o non udenti tramite l’uso dei QRcodeIn Italia sotto questo punto di vista siamo piuttosto arretrati, sono pochi i Musei, Università o le organizzazioni culturali nelle quali turisti o studenti con disabilità possono usufruire di strumenti comunicativi o informativi, non solo di orientamento spaziale o tattile. A parlarmi di questo gruppo di ricerca, di cui è parte in qualità di ricercatrice,  è stata la dr.ssa Laura Carlucci docente e traduttrice dallo spagnolo all’italiano per l’Università di Granada. I risultati del progetto di ricerca non sono disponibili online ma sono sicura che quest’esperienza possa offrire spunti di miglioramento e di ispirazione per l’avvio di iniziative analoghe anche in Italia.

Patrizia Soffiati
 

L’utilizzo innovativo delle tecnologie dell’informazione a beneficio di persone disabili: i QRcode

Quando si parla di accessibilità, abitualmente si pensa all’eliminazione di quelle barriere architettoniche che costituiscono un ostacolo fisico alla limitazione del movimento delle persone con problemi sensoriali, o con una mobilità ridotta (marciapiedi, arredo urbano, edifici, ascensori, scale o mezzi di trasporto). Tuttavia per poter realmente integrare le persone con disabilità, bisogna andare oltre l’accesso fisico e focalizzarsi su altri aspetti fondamentali come l’accessibilità all’educazione e alla cultura, fondamentali per superare le barriere di comunicazione che subiscono questi gruppi e facilitare loro l’accesso alla conoscenza.

D’altro canto, negli ultimi anni e grazie ad una serie di norme emesse da organismi nazionali e internazionali, è stato riconosciuto il ruolo delle nuove tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni come strumento per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità. A questo va aggiunto lo sviluppo esponenziale di queste nuove tecnologie dalle molteplici applicazioni in diversi campi, fra i quali quello dell’insegnamento. Fra l’altro l’Università di Granada occupa il primo posto a livello nazionale e il 33esimo nel mondo nel National Taiwan University Ranking come ha reso noto l’Università Nazionale di Taiwan lo scorso 10 di ottobre 2013.

Queste riflessioni introduttive sono la premessa del Progetto di Innovazione Docente DESAM (Sviluppo del sistema di accessibilità universale multipiattaforma e a basso costo per la descrizione, localizzazione e orientamento spaziale dell’Università di Granada) promosso e coordinato dal gruppo di ricerca TRACCE del Dipartimento di Traduzione e Interpretariato dell’Università di Granada, con la collaborazione di alcuni professori della Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria Informatica e Telecomunicazioni (ETSIIT), che partecipano insieme al progetto con l’appoggio della Fondazione ONCE (Organizzazione Nazionale Ciechi Spagnoli) e della Federazione Andalusa delle Associazioni Sordi (FAAS).

Il progetto DESAM è un’iniziativa promossa da un gruppo di professori della Facoltà di Traduzione e Interpretariato con un’ampia esperienza in ricerca e innovazione nell’ambito delle applicazioni delle TIC alla traduzione accessibile (audiodescrizione, sottotitolatura per sordi e Interpretazione nella Lingua dei Segni).
La finalità del progetto è quella di facilitare e favorire l’accesso all’informazione per gli alunni non vedenti e non udenti. I docenti coinvolti nel progetto, con l’aiuto degli alunni, hanno creato una piattaforma per ospitare e gestire i contenuti di informazione in differenti formati, in modo da favorire l’accesso agli studenti con disabilità sensoriali per i quali l’uso del canale uditivo e visivo rappresenta la principale fonte di acquisizione delle informazioni.
Come supporto teconologico di questi contenuti si è optato per l’utilizzo dei QRcode in quanto potevano restituire l’informazione contenuta sia in forma di testo audiodescritto (per non vedenti) sia in foma di immagine (interpretata con la Lingua dei Segni per non udenti).

Favorire l'accessibilità

Il progetto pilota

Questo progetto pilota consiste nel rendere accessibili i principali spazi fisici della Facoltà di Traduzione e Interpretariato e della Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria Informatica e Telecomunicazioni dell’Università di Granada alle persone non vedenti e non udenti, tramite l’elaborazione di audioguide e guide visivo-tattili, cioè dispositivi che consentono la riproduzioni di video che contengono guide nella Lingua dei Segni, accompagnati da sottotitoli.

Il progetto sviluppa diversi tipi di sistemi e di dispositivi multipiattaforma, così come di contenuti di accessibilità universale in diverse lingue (spagnolo, inglese, tedesco, italiano e arabo) per l’accesso, la descrizione e l’orientamento nei locali e spazi universitari e rivolti a due tipi di utenti: utenti funzionali o accademici e turisti.

In primo luogo si è realizzato un disegno dei principali percorsi dei due edifici universitari coinvolti nel progetto pilota: la Facoltà di Traduzione e Interpretariato e la Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria Informatica e Telecomunicazioni dell’Università di Granada, poi si è passati all’elaborazione dei testi con diversi percorsi fino al successivo adattamento (audiodescrizione) e traduzione nelle lingue straniere e nella Lingua dei Segni, con l’adattamento dei sottotitoli. Nel caso della Facoltà di Traduzione, a causa del suo interesse artistico, si sono anche audiodescritte alcune opere d’arte e vari elementi di interesse culturale per i turisti spagnoli e stranieri. L’adattamento dei diversi percorsi per gli non udenti è stato concepito seguendo criteri come la semplificazione e adattamento dei testi e l’inserimento di video nella lingua dei segni.

I QRcode collocati in punti strategici dei due centri universitari permettono di vincolare lo spazio all’informazione ad esso associata. Quest’informazione elaborata dai membri del progetto, si seleziona in funzione dell’identificazione preventiva di ogni utente. Quindi nel caso di un utente identificato come “alunno cieco italiano del progetto Erasmus” si attiveranno i contenuti della guida per non vedenti in lingua italiana permettendogli di accedere a qualsiasi spazio in modo autonomo (per esempio andare dalla segreteria alla biblioteca).

L’accesso ai locali universitari da parte di qualsiasi persona, anche disabile, è reso possibile da un software che funziona su un dispositivo mobile con applicazione Android. Proprio grazie a questa tecnologia, che fra l’altro consente di passare agevolmente dal testo alla voce, i dispositivi mobili e i QRcode rendono accessibili a ogni persona le informazioni più idonee alle sue necessità. L’applicazione può essere utilizzata da uno smartphone e consiste nella lettura dei codici QR collocati negli spazi dell’Università, ciascuno dei quali è associato ai contenuti sopracitati.

 A titolo di esempio, si presenta un diagramma che mostra le tappe del processo in modo sequenziale:

Codici qr per l'accessibilità presso l'università di Granada

Il progetto DESAM è ancora in corso di completamento e si prevede che sarà operativo per il prossimo dicembre.
Non solo riuscirà a migliorare l’accessibilità a due facoltà dell’Università di Granada, sia a livello architettonico sia informativo, ma permetterà a tutti gli utenti disabili che visiteranno l’Università come turisti o come studenti di accedere a tali spazi usufruendo dei codici QR e dei relativi contenuti. Grazie alla creazione di questo sistema di sostegno alla navigazione per studenti non udenti e non vedenti, sarà possibile per loro superare importanti barriere e integrarsi pienamente nell’ambiente accademico.

Autore Laura Carlucci

Laura Carlucci è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2003 ottiene il titolo di “Doctor Europeus” (PhD) in Filologia Italiana, presso l’Università di Granada (Spagna), dove copre l’incarico di docente di traduzione generale e specializzata spagnolo-italiano. Otre all’attività accademica, ha maturato un’ampia esperienza professionale nel campo della traduzione, operando in qualità di traduttore per vari enti privati. Le sue linee di ricerca si orientano verso la lessicografia, la didattica della traduzione e la traduzione letteraria. Autrice di numerose pubblicazioni inerenti aspetti teorici e pratici della traduzione, le ricerche in corso negli ultimi quattro anni, all’interno del gruppo TRACCE (Traducción y Accesibilidad), riguardano l’audiodescrizione e l’accessibilità alla cultura dei disabili sensoriali.

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