App Medicina: la salute in uno smartphone

Gli interessi che ruotano attorno allo sviluppo delle app medicina, vanno ben oltre le ordinarie transazioni commerciali. Sono interessati allo sviluppo di app, i servizi sanitari nazionali, che possono abbattere i costi riducendo il ricorso al medico da parte del paziente, e sono interessate le aziende che vanno sotto il nome di Big Pharma, perché le app medicina, sono una fonte preziosa di dati. Per capire quali sono le dimensioni di questo mercato, e i benefici (o costi) che possono derivarne agli utenti, ho chiesto a Tiziano Galli, medico, specializzato nella produzione di progetti ECM per le applicazioni degli strumenti dei social media alla professione medica, di darci una breve panoramica della situazione attuale.

– Cristina Rigutto –

app medicina

I-MedicalApps. Comincio cosi’ questo mio articolo, dandovi un riferimento per attingere a recensioni di settore, poiché quando si parla di App, e di App in Medicina in particolare, è facile perdersi e l’argomento è di quelli difficili da trattare sinteticamente.

Qualche dato

Non voglio neanche snocciolare tonnellate di dati e statistiche, abitudine cara alla medicina. Molto semplicemente traggo, dal 46° Censis, l’informazione che l’80 % degli italiani possiede un cellulare e il 27,7 % uno Smartphone (di cui il 54% ha un’età compresa fra 14-29 aa). Le prime posizioni per le App maggiormente scaricate sono occupate dai giochi, meteo, mappe stradali e social network e meno male – potremmo anche dire – non da quelle mediche che pero’, indirizzandosi a un pubblico target ben specifico, i medici e  i pazienti (o semplici utenti),  hanno molti estimatori e utilizzatori.

Quante sono le App in Medicina?

Tantissime ovviamente, non quantificabili e, com’è da attendersi, ne esistono per ogni esigenza. Da quelle molto tecniche (Chirugia 1,2 ,3) a quelle molto pratiche. (123) Le App dedicate ai medici, riguardano ogni sorta di aggiornamento. Si va dalle App per iPaD delle riviste scientifiche (per tutte The Lancet e NEMJ) ai portali Internet Multicanale come Medscape (12) che ha varie App dedicate ai mobile device, fino ai Manuali tipo Merck, Prontuari Farmaceutici o anche altre, specifiche, sviluppate dalle aziende Pharma per usi specifici. Per i pazienti valgono le tante App dedicate alle varie condizioni di salute, dai diari (per esempio quello dell’asma, del ciclo di fertilità etc.) alle App per il controllo della pressione arteriosa, del peso, della glicemia a molte e molte altre. Un universo sterminato di creatività e device aggiuntivi. L’elenco, se seguissimo questa strada, sarebbe desolatamente lungo e credo anche un po’ troppo sterile.

Aumenta l’utilizzo di App lavoro-correlate

Ben più interessante è affrontare temi di reciprocità fra Medici, App e Pazienti . Temi che ancora non fanno riferimento alla realtà italiana, ma ampiamente dibattuti negli Stati Uniti, dove alcuni argomenti sono solo in anticipo rispetto ad abitudini riscontrabili un po’ dappertutto nei paesi avanzati, e ripresi in report, anche generici, sull’uso delle App e Tablet PC da parte degli operatori sanitari. Da uno di questi report (EPG Health Media – Focus Group Report – Heathcare Professional use of mobile devices – Nov 2012) che mette a confronto l’uso dei Mobile Device nel 2012 in confronto con il 2010, emerge un dato molto interessante: la percentuale di “App-lavoro-correlate” presenti sugli Smartphone degli Operatori Europei testata nel 2012 era l’85% di quelle gratuite e il 45% di quelle a pagamento. Inoltre fra il 2010 e il 2012 si è registrato un aumento del 16% per le App gratuite installate e del 21% per quelle a pagamento. E’ possibile che il fenomeno sia legato al sempre maggiore interesse e passione delle persone per le App e gli Smartphone e si puo’ ipotizzare anche un miglioramento delle App in circolazione. Maggior affidabilità e quindi maggior utilizzo.

E se la app diventasse parte del protocollo di cura?

Ma la questione piu’ interessante è subito dietro l’angolo a questo punto (e non fa parte di quel rapporto): Il medico usa le App per se stesso come professionista, presumibilmente. E se le utilizzasse sistematicamente anche come ausilio professionale per migliorare l’aderenza del paziente alla terapia? L’ipotesi generale è quella di un medico che prescriva le App come ausilio o monitoraggio nell’approccio alla cura e alla gestione del paziente. Sicuramente questo approccio non rappresenta la norma e il dibattito è in atto, molto vivo, con qualche medico all’avanguardia. L’esempio banale è il medico di famiglia (o specialista) che accanto alla prescrizione di farmaci indichi, a completamento della ricetta, in pazienti magari anziani e con patologia cronica, l’adozione di un’App Specifica su Mobile Device. Fantascienza? Non direi. Scenario futuribile? Certamente. Un anziano non ha lo Smartphone? Non sottovalutiamo gli anziani (o i loro parenti) e soprattutto non ipotechiamo il futuro.

Con lo scopo, quindi, di aiutare nella gestione della condizione clinica, le Applicazioni Software, come i farmaci, potrebbero servire, in linea di principio, a soddisfare gli obiettivi di salute del paziente e della sua famiglia.

Sono ovviamente prevedibili e possibili almeno un paio di distorsioni, per esempio:

  • Il paziente – pensate agli anziani con molte patologie croniche – che viene “sovraccaricato” di App (una per ogni singola malattia)
  • Medici diversi che prescrivono per uno stesso scopo/patologia, App differenti allo stesso paziente (basta verificare quante app esistono, in uno Store, che svolgono le stesse funzioni. Es. la misura del BMI)

Anche queste teoriche distorsioni, tuttavia, non rendono la situazione meno accattivante o piu’ peregrina. In un futuro non molto lontano il medico ci prescriverà un’App per seguire un protocollo di cura o per misurare dei parametri sanguigni, come la glicemia, e ricevere i dati nel suo PC (o iPhone-iPaD) e aiutarci meglio in un consulto. E lui stesso si troverà, accanto alla “Informazione sui farmaci”, anche quella sulle App e dovrà essere aggiornato sulle ultime novità e le App disponibili.

L’interesse delle aziende è alto

Esiste, già oggi, un’evoluzione molto positiva con l’emergere di progetti (es PropellerHealth), guidati da aziende interessate alla gestione delle terapie e all’integrazione dei Big data con la restituzione d’informazioni elaborate al medico o al paziente, per il  miglioramento della compliance (aderenza) alle terapie stesse. Un mondo quello dei Mobile Device e il loro uso in medicina che è ancora tutto da scoprire e da discutere.

Allora se una mela al giorno leva il medico di torno, una App(le) al giorno leverà il medico di torno?

Starter Box

  • Il blog di Tiziano Galli, autore di questo articolo
  • Un infografica sull’uso delle app in medicina
  • TedX Talk: Daniel Kraft, medico e studioso dell’impatto delle nuove tecnologie sulla medicina, illustra il futuro delle app in medicina
  • La tecnologia come risposta all’aumento dei costi sanitari MIT Technology Review
  • App mediche e open data, un ‘approfondita analisi di Alexander Howard per O’Reilly
  • Chi ha accesso all’editoria scientifica, potrebbe trovare interessanti i papers pubblicati da Springer e Jama (1, 2, 3, 4, 5)

 

Tiziano Galli

Autore Tiziano Galli

Dopo la Laurea in Medicina a Milano ho lavorato presso diverse aziende farmaceutiche in Italia e in Svizzera occupandomi di ricerca clinica e marketing in ambito Nazionale e Internazionale.
Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell’Educazione a Lugano.
Ho ideato progetti interessanti fra cui uno sulla nautica a cui tengo molto (www.saperedimare.net) e di cui curo la parte Social.
In rete ho un Blog (www.socialnetpharma.com) e sono relatore a seminari sul tema dei Social Media in relazione ai Medici e alla Medicina con puntate sulla sfera professionale e la Reputazione Online.

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