Innovazione italiana: intervista agli ideatori di Leonardo HLC

Intervista ai creatori di Leonardo HLC - Cowinning

Noi siamo quello che pensiamo. Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri. Noi creiamo il nostro Mondo

Questa massima del Buddha ben rappresenta, a nostro avviso, lo spirito con il quale Massimo Nunziato e Marco Menichelli, imprenditori e innovatori italiani, lavorano ogni giorno per far crescere Leonardo HLC, linguaggio di programmazione che permette la creazione di applicazioni per PC e dispositivi mobili utilizzando la sintassi umana.
Conosciamoli meglio…

Ciao ragazzi, bentrovati! Iniziamo questa chiacchierata conoscendo meglio le due menti dietro a Leonardo HLC.
Come si è formato il vostro team? Vi conoscevate già prima? Vi frequentate anche al di fuori del lavoro?

Massimo: Io e Marco ci conosciamo da 4 anni e da allora abbiamo iniziato a lavorare insieme. Il lavoro ci porta via molto tempo e quindi diventa difficile trovarne altro al di fuori del lavoro dato che entrambi abbiamo una bella famiglia con tre figli ognuno.

Marco: Il resto del gruppo di lavoro lo abbiamo formato noi tramite colloqui in tutta Italia. Ultimamente, sono entrate a far parte del Team persone di grande rilievo. E’ grazie alla loro esperienza che Leonardo ha suscitalo l’interesse di alcune tra le più grandi realtà aziendali che abbiamo in Italia.

So che il background professionale di Massimo è legato al campo immobiliare. Anche Marco ha un background diverso da quello informatico?

Massimo: In realtà il mio background professionale ha riguardato tutti i settori di azienda possibili ed immaginabili, ultimo il settore immobiliare. Ho svolto attività di revisore contabile che mi ha permesso di vedere le realtà aziendali di qualsiasi settore, dai servizi all’industria siderurgica. Questo mi permette di essere aperto ad ogni nostra idea.

Marco: Si, a 19 anni, le scuole di musica mi pagavano per fingere di essere un loro allievo ai saggi di fine anno. Mi sono spesso divertito a sfruttare le mie attitudini al di fuori di un’attività lavorativa consolidata. Anzi, se ben ricordo, un solo lavoro non l’ho mai avuto.

Che cos’è Mente in Movimento?
E’ un laboratorio che si pone l’obiettivo, non solo di fare innovazione, ma di colmare le lacune che la fretta di innovare inesorabilmente lascia. Per approfondimenti, il nostro manifesto è sul sito menteinmovimento.it

Come avete deciso di buttarvi in un’avventura così particolare come quella di Leonardo HLC?
Vi ricordate ancora il “momento zero” del progetto? E’ stata “l’illuminazione di un momento” o il frutto di analisi di più progetti, valutazioni tecniche, commerciali, ecc…?

Inizialmente, nel 2011, volevamo entrare nel mercato delle applicazioni mobile, avendo ideato delle app molto innovative, alcune delle quali, ad oggi, non sono state ancora create da alcuno.
Una di queste applicazioni, la più strategica, necessitava di un budget molto elevato rischiando anche, nel caso di AppStore, di vedercela rifiutare come già successo ad altri. Avremmo potuto correre il rischio se entrambi fossimo in grado di sviluppare, investendo solo tempo, ma così non era e da questo inconveniente nacque la domanda:
“Perché mai noi esseri umani, che siamo gli inventori del computer, dobbiamo piegarci a comprendere il suo linguaggio? Sarebbe giusto il contrario”. Facemmo passare Natale, intanto l’idea di Leonardo era già nata.
Subito dopo le feste convenimmo su un punto,  che è  sicuramente più rischioso creare un mercato piuttosto che seguirne uno, ma non potevamo ignorare il fatto di aver ideato Leonardo.
Buttammo giù il progetto e passammo 4 mesi alla ricerca delle risorse idonee alla creazione di un progetto tanto innovativo, quanto ambizioso, e quindi di difficile realizzazione.
Facemmo molti colloqui, ma sembrava che nessuno fosse in grado di realizzare, o non credeva si potesse realizzare, il nostro progetto “fantascientifico e irrealizzabile” a detta di molti.
Beh, questa cosa ci inorgoglisce ancora di più dal momento che Leonardo Human Language Code è reale, funziona e sta imparando molte cose.

–  Da cosa deriva il nome Leonardo?

Un omaggio al genio italiano nel mondo per eccellenza, Leonardo Da Vinci.

Quali sono o sono state le più grosse difficoltà che avete incontrato sino a questo momento (tecniche, economiche, burocratiche)? Come le state risolvendo o come l’avete risolte?
Se una grande impresa fosse priva di difficoltà, non potrebbe definirsi “grande”.
Le difficoltà sono state molte e di varia natura. Inizialmente più che altro di natura tecnica, in questo caso è stato necessario scegliere persone con una buona immaginazione oltre che un ottimo background tecnico.
Per quanto riguarda il reperimento dei fondi, la fase iniziale è stata finanziata da noi, ora ci stiamo finanziando con i nostri clienti sia consumer che aziende, non ultimo i molti professionisti ed imprese che stanno lavorando su Leonardo HLC in cambio di royalties sulle vendite.
A livello burocratico non abbiamo riscontrato grandi difficoltà. Abbiamo costituito una società che sta lavorando. Sicuramente la scarsità di agevolazioni statali può essere un deterrente. Basti pensare che un’azienda di nuova costituzione in Italia rischia di dover riconoscere allo stato l’IRAP già dal primo anno di attività, fattore che nuoce gravemente allo sviluppo ed alla nascita di nuove aziende.

Viste le peculiarità di Leonardo HLC avete dovuto preservare la proprietà intellettuale di qualche componente? Avete incontrato difficoltà? Avete consigli in tal senso?

Si, Leonardo è protetto da Copyright nazionale ed internazionale, come anche alcuni prodotti specifici di Leonardo HLC. Per la protezione della proprietà intellettuale non abbiamo incontrato difficoltà. E’ più semplice di quello che si può immaginare.
Il consiglio è questo: evitate di seguire i suggerimenti dei non addetti, andate presso l’UIBM (Ufficio Iitaliano Marchi e Brevetti) nella vostra città e chiedete informazioni oppure rivolgetevi ad uno studio legale esperto nel deposito e protezione delle proprietà intellettuali.

Per i vostri famigliari siete più folli o più eroi?

Massimo: non mi sono mai posto una domanda del genere. Mi batto tutti i giorni per raggiungere gli obiettivi che io e Marco ci siamo posti. Tuttavia le reazioni dei famigliari sono contrastanti e diverse tra loro, un misto tra folle ed eroe. Mia madre, ad esempio, parla di Leonardo a tutti e questo mi fa sentire bene. I miei figli e mia moglie? Definiscono Leonardo come uno della famiglia. Non c’è cosa più bella che accogliere Leonardo in questo modo.

Marco: Un folletto

– Sicuramente avrete chiesto cosa ne pensassero di Leonardo ai vostri famigliari. Come hanno reagito e cosa ne pensano le vostre compagne ed i vostri figli?

Massimo: Vedi sopra

Marco: Inizialmente l’hanno accolto con gioia e stupore, beh è effettivamente fantastico. Ora vorrebbero sentirmi parlare di altro ogni tanto.

Vi va di spiegare a mia nonna che cos’ è Leonardo HLC, come funziona e di quali tecnologie si compone?

Cara Nonna, Leonardo HLC è uno strumento che permette di sviluppare software e applicazioni mobile attraverso il linguaggio umano.
Ciò vuol dire che Leonardo non solo comprende il linguaggio umano sia nei termini che nella forma, ma sviluppa software come farebbe un qualsiasi altro sviluppatore, sulla base dei requisiti dell’utente.
Leonardo è un sistema esperto dotato di intelligenza artificiale ed è pensato per imparare non a solo sviluppare software, ma anche ad eseguire qualsiasi altra operazione in ambito digitale.

– Quali sono i prossimi step nello sviluppo di Leonardo HLC?

Stiamo lavorando sodo per terminare la fase 1, ma parallelamente lavoriamo a prodotti interamente realizzati su piattaforma Leonardo tra i quali Leonardo My Developer© che è un’assistente virtuale pensato per recepire le “intenzioni” del cliente, porre domande e sviluppare software sulla base di risposte formulate in linguaggio naturale.
L’approccio è del tutto simile ad un colloquio via chat con uno sviluppatore esperto, al quale si vuole spiegare i dettagli di un progetto da sviluppare, ma in questo caso il risultato finale è subito visibile ed utilizzabile.
In sostanza, alla fine del colloquio via chat con Leonardo My Developer, si disporrà subito dell’applicazione sviluppata in real time.
La differenza tra My Developer e Leonardo HLC sta nel fatto che, mentre in Leonardo HLC vengono espressi comandi in linguaggio naturale, My Developer sulla base di una descrizione iniziale di poche parole, pone domande le cui risposte portano allo sviluppo della propria idea di software, proprio come fanno oggi le aziende italiane con gli sviluppatori in India ;-).

 

Sono il responsabile del settore ricerca e sviluppo di un’azienda che produce pneumatici per auto: come può essermi utile Leonardo HLC? 

Leonardo può essere utile (ma non riguarda solo l’azienda in questione ma tutte le aziende e tutti i settori) per effettuare qualsiasi tipologia di reportistica da parte di qualsiasi responsabile di settore, ad esempio:

  • Responsabile di magazzino: effettuare previsione di scorte di magazzino attraverso al’analisi delle scorte storiche, le previsioni di vendita.
  • Responsabile dei sistemi informativi: prevedere il blocco dei server, sviluppare un software che controlli lo stato dei sistemi.
  • Amministrazione: effettuare analisi personalizzate di bilancio, clienti, fornitori, senza ricorrere a richieste spesso lunghe da esaudire da parte del settore sistemi informativi.
  • Direzione generale e Controller: Leonardo offre la possibilità di poter ottenere report personalizzati ed analisi di andamento dell’azienda, ad esempio: conoscere la produttività per ogni settore aziendale, conoscere l’andamento delle vendite rispetto al budget e così via.

L’interesse per i Big Data/Open Data finalmente sta crescendo  anche in Italia. So che è un argomento che vi sta particolarmente a cuore, volete spiegare con parole semplici di cosa si tratta, le potenzialità degli Open Data e come intendete implementarli nei vostri progetti?

Sei informato 😉 ! Proprio per la gestione intelligente degli Open Data, ma anche Big Data, abbiamo ideato L.O.D.E. (Leonardo Open Data Engine) completamente basato su tecnologia Leonardo HLC, che si colloca nell’ambito dei motori di ricerca semantici intelligenti, mercato che sta suscitando un crescente interesse da parte delle società e professionisti di tutto il mondo, e risolve un problema annoso quale la necessità di accedere a dati, di qualsiasi natura, in maniera semplice e veloce, sia ai fini statistici che previsionali.
L.O.D.E. permette di creare report, estrazioni, grafici e previsioni descrivendo le proprie necessità in linguaggio naturale.
L.O.D.E. sarà presto disponibile come Web Application con fruizione gratuita limitatamente agli Open Data presenti in rete, ma è anche pensato per aziende e professionisti per effettuare Report e Business Intelligence in qualsiasi ambito di mercato: dalla previsione dell’andamento dei titoli in borsa alle statistiche delle attività dei Clienti di aziende di telefonia mobile, dal controllo di gestione al monitoring online di parchi macchine e CED.

Qualche altro progetto di cui potete accennarci in anteprima?

E’ ancora un po’ presto per parlarne, ma promettiamo che sarete tra i primi ad avere anteprime.

– Da quando avete ufficializzato la nascita di Leonardo HLC, vi siete dovuti anche occupare della promozione della vostra startup attraverso i social network. Quanto reputate valido ed importante l’utilizzo di questi canali per amplificare il buzz legato ad un business?
A oggi è ancora possibile farne a meno? Reputate semplice la gestione dei social media senza il supporto di un social media manager?

Leonardo HLC è un prodotto che cresce con il passaparola e quindi diamo molta importanza al lavoro svolto sui social media dei quali, oggi, non si può certo fare a meno se si ha l’obiettivo di far conoscere il proprio prodotto. Occorre però tener presente che ciò che si comunica tramite i social media deve essere fatto come se si comunicasse nella vita reale, la pubblicità come la conosciamo è morta, non ha più effetto sulle persone per questo è nato il marketing non convenzionale. Il profilo virtuale deve quindi corrispondere al profilo reale. Instaurare un dialogo sano con i propri clienti o semplici simpatizzanti e sostenitori è fondamentale. Attraverso i social media abbiamo ottenuto molti contatti , recensioni ed interviste (quasi tutti da Twitter). Questo ci ha consentito di ottenere un buon posizionamento del sito ed una buona reputazione sia online che offline.
La gestione dei social media è comunicazione pura, è il volto che mostri alla gente che non ha altri mezzi per giudicarti, se non attraverso ciò che legge di te (e l’utilizzo del prodotto ovvio), quindi non si può dire che sia un gioco da ragazzi.
Un bravo social media manager deve sicuramente comprendere e conoscere appieno ogni aspetto del prodotto, ascoltare gli ideatori, mettendoci una buona dose di inventiva e spontaneità, essendo sempre pronto anche a cambiare rotta ed ad adottare azioni correttive. Non è sempre facile trovare un manager con queste caratteristiche.

Il 21 marzo sarà una giornata speciale perché vi vedrà fra gli sponsor di un evento molto importante… volete raccontarci di cosa si tratta e che ruolo avrete in questo evento?

Una piccola premessa. Grazie a Twitter abbiamo conosciuto un gruppo di persone molto attive e con progetti molto interessanti. Abbiamo conosciuto una nuova realtà emergente, Cowinning, che ci ha proposto di entrare fra gli sponsor del contest Siamo Pacifici  organizzato dal Centro Asteria tra le azioni di promozione della legalità e della lotta contro le mafie.
Abbiamo accettato con entusiasmo mettendo a disposizione per i vincitori:

  • t-shirt di Mente in Movimento Italy
  •  licenze Home edition di Leonardo Human Language Code.

Il contest è rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori italiane e risponde alla seguente domanda:
Che immagine hai della pace, della legalità e della giustizia?
Siamo Pacifici si svolgerà tutto online e studenti e insegnanti parteciperanno attraverso immagini e/o video selezionati sul web o realizzati appositamente per il contest.

Il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, testimonial del contest, il 21 marzo, giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie, saliranno sul palco del Teatro degli Arcimboldi a Milano al termine dell’incontro “Il Silenzio e la Parola” organizzato dal Centro Asteria con la partecipazione di Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci.
Siamo estremamente fieri di partecipare ad un contest che tratti temi di pace e giustizia, attraverso il ricordo di grandi persone, come Falcone e Borsellino. Ci siamo quindi proposti come sponsor offrendo i nostri prodotti perché pensiamo che l’Italia e gli italiani possano vivere un nuovo Risorgimento, dipende solo da noi.

Quali sono i vostri obiettivi (personali e professionali) nel medio-lungo termine?

Lavoriamo per raggiungere il successo internazionale con Leonardo, per creare sinergie con altre realtà sia nazionali sia internazionali e solo successivamente penseremo alla realizzazione dei nostri altri progetti.

Cosa vi sentireste di dire ad un imprenditore italiano oggi? E’ ancora possibile lavorare in Italia e diventare un’ eccellenza? Quale significato ha per voi “Made in Italy”?

Lasciando stare momentaneamente la situazione socio-politica, sforzatevi di vedere le meraviglie che abbiamo creato nei secoli da questo piccolo angolo di mondo. Detto ciò, certo che è possibile, ma ci vuole molto più ingegno e forza di volontà. Ricordiamoci che all’estero Made in Italy è sinonimo di “Alto di Gamma” e l’Alto di Gamma è solo Made in Italy. Questo dovrebbe dirci qualcosa.

Volete fare qualche altra considerazione?
Stai scherzando?!

Vi ringrazio per il tempo che ci avete dedicato e vi auguriamo in bocca al lupo di cuore per il prosieguo delle vostre avventure tecnologiche!

Autore Creativ_Ita

“Siamo creativi, siamo Italiani e siamo online”
Questo il motto di Creativ-Ita che, oltre ad offrire servizi di Consulenza IT, Marketing e Comunicazione per ogni tipologia di business 2.0, supporta e sostiene le eccellenze e le idee innovative del Made in Italy di cui andare fieri.
Cowinning ha scelto Creativ-Ita per curare l’area tecnologia del magazine.

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