Medicina e web: la comunicazione della salute parte dai medici

MedicationsA chi di noi non è capitato almeno una volta di andare dal medico e di ritrovarsi con in mano l’impegnativa per una visita di cui fatichiamo a pronunciare il nome? Oppure di ricevere una diagnosi che ci lascia con mille punti interrogativi su cosa veramente abbiamo? O di essersi chiesto a cosa corrisponde un determinato sintomo senza nemmeno consultare un medico? Per fortuna che oggi c’è Internet, una risorsa ormai accessibile quasi a tutti e che risponde a tutte le nostre domande. Ma siamo sicuri che sia davvero così?

Secondo un sondaggio condotto in America, a tre visite mediche fatte dal paziente medio in un anno corrispondono cinquantatré ore di ricerche online relative alle patologie di cui le visite mediche sono oggetto. Questo significa che ogni visita medica viene integrata da diciotto ore di ricerche spontanee condotte dal paziente in autonomia. Un’attività legittima, documentarsi riguardo a una determinata cosa è il modo migliore per comprenderla, ma non necessariamente le informazioni che oggi si trovano in rete sono filtrate dal punto di vista della correttezza dei contenuti. Anzi, spesso non sono nemmeno verificate da chi è del mestiere, come ha sottolineato il Daily Mail in un articolo del maggio scorso relativo all’autodiagnosi attraverso informazioni reperite da siti come Wikipedia, dove la natura collaborativa del lavoro di redazione permette a chiunque di creare, modificare ed eliminare pagine.

Non solo, a volte succede addirittura agli stessi medici di fare riferimento a Internet per cercare informazioni, la rete è il mezzo più facile e veloce per trovare qualcosa nel minor tempo possibile e in qualsiasi momento, solo che il medico conosce i luoghi nei quali andare a cercare e, grazie al proprio background di conoscenze, sa come filtrare i contenuti che trova. E molto spesso si imbatte in siti creati da specialisti che non sono realmente specialisti, guru della medicina che nella vita non hanno neanche una laurea, farmaci miracolosi che poi i miracoli non li fanno e, nella peggiore delle ipotesi, in siti truffa. Ma fortunatamente alcuni medici stanno reagendo a questi fenomeni attraverso la creazione di risorse specifiche per noi utenti/pazienti.

Generalmente la medicina si è tenuta distante dal web per vari motivi, il primo dei quali è lo scetticismo con cui vengono viste le nuove tecnologie. Poi c’è la componente impegno: un bravo medico nella sua giornata è impegnato a fare il medico, non a creare contenuti per la rete a scapito dei propri pazienti. Ma è presente in rete suo malgrado perché è un personaggio pubblico e, come tale, oggetto dei commenti che i pazienti si scambiano online su di lui o anche solo con il proprio nome legato a un certo evento pubblicizzato anche su web.

Michael Greger di nutritionfacts.org

Michael Greger di nutritionfacts.org

Alcuni hanno quindi iniziato a vedere il grande calderone di Internet come un’opportunità per rispondere all’esigenza sempre più forte di informazioni scientificamente corrette e “amiche della salute”. Un esempio è il medico americano Michael Greger, specializzato in dietologia e autore del sito nutritionfacts.org, dove carica video tutorial brevi e con un linguaggio molto semplice, per informare in maniera chiara e puntuale tutti coloro che fanno riferimento alla rete per trovare risposte alle loro domande sulla salute.
Come Greger ci sono oggi diversi medici che si stanno dedicando alla creazione di contenuti online che informino correttamente il paziente, perché la rete offre informazioni di qualsiasi tipo che l’utente, specialmente se affetto da gravi patologie, non riesce a filtrare nel modo giusto. Alcuni di essi sono addirittura diventati divulgatori scientifici online, come ha fatto ad esempio Salvo di Grazia, medico chirurgo specializzato in ostetricia e ginecologia che, con il suo blog MedBunker, si è dedicato a sfatare falsi miti sulla salute creati proprio attraverso Internet o vecchie e radicate credenze, così come alla caccia di bufale mediche più o meno serie.

Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia

Con lo spopolare dei Social Media la rete è un luogo che la medicina non può più ignorare e uno strumento che può utilizzare a suo vantaggio. I Social offrono al medico la possibilità di interagire direttamente col paziente e di confrontarsi con altri specialisti, permettendo ai contenuti di qualità e alle informazioni correttamente redatte di girare. A sua volta l’utente può contare su una voce autorevole a cui rivolgere le proprie domande. Il canale più gettonato dai medici al momento sembra essere YouTube, secondo motore di ricerca e terzo sito più visitato al mondo, per un motivo molto semplice: un video risulta più veloce e immediato a chi lo guarda di qualsiasi post, oltre a essere un contenuto più leggero e fruibile a schermo rispetto al testo scritto. Essere sui Social offre inoltre ai medici competenti l’opportunità di comunicare contenuti spesso affrontati in maniera superficiale dai media tradizionali, o addirittura di esplorare tematiche che in altri luoghi non vengono prese in considerazione proprio perché la natura del web dà loro la libertà di farlo. Alcuni lo hanno già capito, altri ci arriveranno, ma in generale esiste una sempre più forte fiducia nelle possibilità che la rete offre.

Irene Teso

Autore Irene Teso

Laurea in Lingue, Master in Comunicazione delle Scienze, passione per l’illustrazione e per il web. Sto facendo del mio meglio per farli andare tutti d’accordo.

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