Il Web 2.0 non è un paese per egoisti e furbetti

Il web non è un paese per egoisti e furbetti

Il Web 2.0 e il significato della evoluzione che porta, dovrebbe essere ormai chiaro a tutti.

Si tratta di un ambiente fluido, nel quale il dinamismo si è sostituito alla staticità, si sono perse le redini del tempo che sembra scorrere veloce ed inesorabile e le relazioni sono al centro di tutto.

Si tende ad associare le relazioni solo con i social media, in realtà io credo che siano fondamentali nel Web in senso molto più ampio:

relazioni da intessere con i propri clienti e potenziali tali attraverso il proprio sito web, relazioni da creare e mantenere con magazine on-line, esperti di settore e aziende di settore per garantirsi back-link qualificati, rapporti da intessere sempre e comunque, che si tratti di un’impresa o di personal branding.

Nonostante ciò sia chiaro, “don’t build link, build relationship” per dirlo con le parole di Rand Fishkin, ci sono tantissime imprese e individui che non hanno alcuna voglia di mettersi in gioco e cimentarsi nel paziente lavoro di costruzione e conferma continua che richiedono le relazioni, ma preferiscono strade alternative.

Perché fa parte del loro modo di essere e di fare, perché sono totalmente ignoranti rispetto alle dinamiche della Rete o forse perché pensano di essere più furbi degli altri.

Il Web non è un paese per egoisti

L’enciclopedia Treccani, ci dice che l’egoismo è  “(l’) atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato”.

C’è chi non porta nessun valore aggiunto alla Rete perché “sennò mi rubano le idee” o non partecipa alle conversazioni altrui perché “tanto non stanno parlando di me” e si limita a parlare solo di se stesso, di quanto è bravo.

Al di là del fatto che sarebbe proprio la condivisione delle proprie conoscenze a poter conferire autorevolezza nel campo di riferimento (e magari a portare contatti qualificati), l’idea del non mettersi in gioco e non partecipare attivamente con la propria esperienza e consiglio alla fervente conversazione del Web 2.0 è assurda, sia sul piano pragmatico che umano.

Sul piano pragmatico perché perdi, come detto sopra, la possibilità di intercettare persone realmente interessate agli ambiti che tratti e (chissà) potenziali clienti, sul piano meramente umano perché, ci scommetto il mio blog, spesso si tratta delle stesse persone che ogni giorno attingono notizie, suggerimenti, tutorial, spunti di riflessione preziose proprio da chi invece ha deciso di contribuire in modo positivo e propositivo alla cultura di Rete.

Le aziende (e le persone) egoiste vengono tendenzialmente allontanate, sia nella vita reale che on-line, che non è altro che lo specchio del quotidiano.

Reciprocità e gratitudine, due concetti fondamentali per poter abitare oggi e domani il digitale.

Il Web non è un paese per furbetti

C’è chi pensa di essere più furbo degli altri e crede realmente di poter raccontare quello che vuole, come se avesse davanti un popolo di scimmiette ammaestrate a prendere per buono tutto ciò che viene detto loro.

La teoria dell’ago ipodermico è stata smontata da un pezzo e le persone sono sempre più attente a ciò che viene loro raccontato: lo confrontano con l’evidenza dei fatti, chiedono informazioni a chi ne sa più di loro e saranno sempre più difficili da imbambolare.

La categoria dei “furbetti” è rappresentata da persone e imprese che credono realmente di poter far credere ciò che vogliono, raccontando attraverso il proprio sito web, i canali social e i blog storie, servizi, esperienze e conoscenze che in realtà non hanno e non possono confermare nei fatti.

I furbetti sono anche quelli del “copia e incolla” che, in modo parassitario e assolutamente controproducente, rubano contenuti ed esperienze di altri (“tanto chi vuoi che se ne accorga?”) attribuendoli a loro stessi.

Beh, ho una notizia per loro: forse non oggi, forse non domani, ma prima o poi vi scopriranno.

Prima o poi ci sarà qualcuno disposto a metterci la faccia per far sapere che raccontate un mare di idiozie, che non c’è coerenza tra ciò che promettete e dite on line con ciò che realmente fate off line… e sarete fregati.

Dei furbetti il Web 2.0 non ha pietà, siamo disposti a distruggere in un secondo la reputazione di chi non merita.

Coerenza e trasparenza, questo viene richiesto e lo sarà sempre di più.

Perché il Web non è un paese per egoisti e furbetti.

Fortunatamente per chi lo vive e ne partecipa alla costruzione ogni giorno.

Autore Veronica Gentili

Web Marketing e Social Media Marketing Specialist, co-fondatrice della Glisco Marketing. Appassionata di sociologia, psicologia e orsetti gommosi.

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