Con MediaLibraryOnLine il digital lending diventa realtà

MediaLibraryOnLine - La biblioteca Digitale Quotidiana

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Il digital lending, il prestito di materiale digitale, è possibile anche in Italia

Tra il 2006 ed il 2008 ho partecipato al progetto innovativo CeMIR che prevedeva di riunire sotto un unico cappello tutte le biblioteche comunali della Provincia di Perugia. Ne venne fuori un portale che raccoglieva il materiale messo a disposizione degli enti in forma digitale – audio, video, fotografie, ebook – e un catalogo online condiviso che permetteva sia la ricerca che il prestito interbiblotecario.

Oggi non lavoro più al progetto CeMIR, che è ancora consultabile online, ma ricordo che durante la costruzione visitando le 59 biblioteche comunali della provincia, notai un aspetto che le accomunava tutte: la scarsa affluenza soprattutto di giovani. Ho cercato di dare una risposta a questo problema per anni, prendendomela con le amministrazioni che non investivano in giovani bibliotecari, con le biblioteche che non investivano in tecnologia, con i cittadini che non insegnavano ai figli la ricchezza del prestito dei libri.

La verità è che i tempi erano e sono cambiati, le persone sono abituate ad usufruire delle informazioni in un modo nuovo senza che l’esperienza materica incida sull’acquisizione delle informazioni: si è reso necessario un deciso cambio di rotta.

Un giorno, conversando su Twitter, ho notato una giovane esperta di digital lending e non ho potuto fare a meno di approfondire la conoscenza. Ho così scoperto che Paola Pala lavora per MediaLibraryOnLine, una piattaforma nata dalla mente di Giulio Blasi, che probabilmente risponde a tutte le mie perplessità.

Buongiorno Paola, ci puoi parlare un po’ di te e di come sei entrata nel progetto? Il concetto di Digital Lending non è banale, ti andrebbe di spiegare di cosa si tratta e di come viene applicato da MLOL?

Costituita da un network di biblioteche pubbliche che condividono contenuti digitali, MediaLibraryOnLine (MLOL) è la prima piattaforma italiana che offre un servizio di digital lending ovvero di prestito digitale. Il progetto, dapprima sviluppato nel contesto di una collaborazione tra Horizons Unlimited srl, la Provincia di Reggio Emilia e il CSBNO, è stato aperto al pubblico nel 2009. Ad oggi MLOL è presente in 14 regioni italiane e 4 paesi esteri, per un totale di circa 3000 biblioteche aderenti.

Gli utenti dei sistemi bibliotecari che hanno aderito a MLOL possono effettuare l’iscrizione alla piattaforma presso le loro biblioteche. Una volta acquisite le credenziali per l’accesso, è sufficiente disporre di una connessione ad internet per poter consultare gratuitamente i contenuti digitali presenti nella piattaforma da qualsiasi postazione e dispositivo, in qualsiasi momento della giornata e in qualunque giorno dell’anno.

Il portale è accessibile in tre lingue – italiano, inglese e tedesco – e raccoglie differenti tipi di oggetti multimediali: dai quotidiani e periodici nazionali e internazionali, agli e-book, MP3, banche dati, film, video, immagini, audiolibri, e-learning, corsi di lingua. Le modalità di erogazione del servizio e fruizione dei contenuti dipendono dai vari accordi con gli editori, ma sono sostanzialmente riconducibili a due tipi: in download o in streaming. Nel caso dei contenuti in download è possibile scaricare le risorse e consultarle off-line, anche trasportandole su un dispositivo mobile. Per visualizzare e consultare le risorse in streaming, invece, è necessario mantenere una connessione alla rete.

Una parte della mia utenza è non vedente o gravemente ipovedente, come si pone MLOL difronte a questo tipo d’utenza?

Dal 18 giugno 2013 su MLOL è possibile individuare e filtrare gli e-book che hanno ricevuto il bollino LIA, una certificazione di accessibilità che ne garantisce l’uso per gli utenti non vedenti e ipovedenti attraverso differenti strumenti: sintesi vocale, barre braille, lettura a caratteri ingranditi.

Dal punto di vista dei contenuti, cosa offre la piattaforma?

Gli oggetti digitali che MLOL aggrega, hanno due modalità di acquisizione:

  • contenuti commerciali ovvero risorse che le biblioteche acquistano dai diversi editori e/o distributori
  • collezione open ovvero oggetti digitali che per diverse ragioni, come ad esempio la scadenza dei diritti d’autore, licenze speciali, ecc., sono liberi da copyright e per questo liberamente fruibili All’interno della piattaforma le differenti risorse vengono raccolte e indicizzate in modo da renderle uniformi e dunque facilmente ricercabili e accessibili agli utenti.

Le biblioteche hanno l’opportunità di creare consorzi per l’acquisto, la gestione e la condivisione dei contenuti.
Sul portale è possibile consultare il catalogo completo con le relative schede informative degli oggetti digitali che MLOL mette a disposizione delle biblioteche. Per ciascun sistema bibliotecario viene, poi, attivato un portale personalizzato che offre la propria, specifica collezione di risorse multimediali.

Il catalogo MLOL a settembre 2013

Il catalogo MLOL a settembre 2013

Le biblioteche ricoprono un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura del digital lending, qual’è stata la reazione dei bibliotecari all’avvento di questa nuova forma di prestito bibliotecario?

Poiché comporta la trasformazione, se non lo stravolgimento, di alcune abitudini nella lettura e fruizione dell’informazione e nell’erogazione del servizio di prestito, il tema del digital lending è ancora piuttosto complesso da affrontare. Anche se è vero che c’è tuttora una sorta di resistenza da parte di alcuni bibliotecari legati al concetto della copia cartacea e all’idea di posseduto della biblioteca – come del resto utenti che non riescono a rinunciare all’ormai famoso “odore della carta” – la rivoluzione di cui parli MLOL l’ha fatta grazie alla collaborazione delle biblioteche e dei molti bibliotecari che hanno deciso di collaborare e aderire al progetto. Lo scoglio più grande rimane la diffidenza degli editori, che temono di perdere il controllo delle copie e si barricano dietro a sistemi di protezione dei file che, di fatto, limitano le possibilità di utilizzo e prestito della copia di un ebook da parte degli utenti e delle biblioteche e spesso non permettono di sfruttare a pieno le specificità del digitale. Per questo MLOL si presenta come un aggregatore tecnologicamente agnostico, un contenitore neutro, che non segue alcun modello in particolare, ma è piuttosto indirizzato ad accogliere e integrare sulla piattaforma i diversi contenuti, secondo le differenti tecnologie e i vari modelli di prestito che, di volta in volta, editori e distributori sono disposti a fornire e contrattare.

A mio parere il problema principale per una fruizione che garantisca tanto il lavoro dell’editore, quanto la comodità di fruizione dell’utente sta nell’efficacia del sistema di protezione dei documenti dalla pirateria. Ci puoi spiegare che sistemi vengono utilizzati in tal senso? 

Gli ebook in download su MLOL hanno due tipi di protezione differente che possono limitarne il tempo e le destinazioni d’uso:

  • per gli ebook protetti con DRM Adobe il prestito ha una durata di 14 giorni. Alla scadenza il file non è più leggibile e l’ebook torna ad essere disponibile per un altro prestito. L’ebook preso in prestito può essere spostato su tablet, ereader, smartphone fino a un massimo di 6 dispositivi attivati con lo stesso ID Adobe.
  • per gli ebook protetti da Social DRM o Watermark, invece, non c’è un software che inibisce la copia, ma semplicemente vengono “impressi” – al momento del download – alcuni dati identificativi dell’utente, che rendono la copia stessa univocamente riconducibile a chi l’ha presa in prestito, scoraggiando l’utente dal renderla disponibile nei circuiti di pirateria. In questo caso l’ebook può essere liberamente spostato su tutti i device e il prestito dura comunque 14 giorni al termine dei quali ritornerà ad essere disponibile per altri utenti, ma continuerà anche ad essere leggibile per sempre nella libreria dell’utente.

A luglio 2013, inoltre, MLOL ha stretto un accordo con l’editore Giunti per la sperimentazione di un nuovo servizio. Il tradizionale modello di prestito digitale si basa sull’analogia con il prestito del libro cartaceo e prevede che la biblioteca possa acquistare un ebook e darlo in prestito a un utente per volta che può eventualmente prenotarlo se la copia è occupata. Il nuovo servizio “pay per view” permette alla biblioteca l’accesso a tutta la collezione, attraverso l’acquisto di pacchetti di download, lasciando che siano gli utenti stessi a decidere quali titoli del catalogo prendere in prestito ed eliminando le limitazioni di accessi contemporanei, ovvero le liste di prenotazione.

Compito di MLOL è, dunque, quello di creare un ponte tra editori e biblioteche e di coordinare tutte le fasi del processo necessario per gestire, sotto tutti gli aspetti, il prestito digitale, compreso il management dei diritti, licenze d’uso, accesso degli utenti tramite login e help desk.

Il mio sogno di realizzare un aggregatore di biblioteche provinciali non è andato a buon fine. Forse era presto, la tecnologia non era matura, la possibilità di creare un unico catalogo che permettesse la ricerca integrata di materiale eterogeneo di riferimento con possibilità di prestito interbibliotecario, non portava effettivi benefici per le biblioteche e per l’utenza, ma con questa tecnologia potrebbe cambiare tutto.

In autunno, grazie a un algoritmo progettato da MLOL, partirà anche la sperimentazione del prestito interbibliotecario. Si tratta di una novità a livello mondiale, poiché finora questo tipo di prestito è stato circoscritto al solo materiale cartaceo. In questo modo sarà possibile accedere anche ai titoli posseduti da un’altra biblioteca e ampliare il numero di titoli diversi disponibili per il prestito agli utenti.
Sempre nel corso del 2013, infine, MLOL renderà disponibili le API che permetteranno alle biblioteche che lo desiderano di integrare nei propri cataloghi elettronici (OPAC) i contenuti digitali presenti su MLOL. Con un’unica ricerca, gli utenti delle biblioteche potranno così conoscere tutte le risorse, digitali e non, disponibili al prestito e selezionare i titoli ricercati nel formato che preferiscono.

Ne “La biblioteca senza libri” David A. Bell paragona l’edificio che ospita la New York Public Library, lo “Stephen A. Schwarzman”, all’iPhone sottolineando come due oggetti così diversi per dimensioni e fattezze assolvano, in realtà, alla stessa funzione per la consultazione di testi e informazioni. Mette in evidenza come l’iPhone abbia capacità di contenimento molto superiori a quelle dell’edificio e offra inoltre la possibilità di ottenere la risorsa molto più velocemente.
È evidente come in un simile scenario, forse solo fantascientificamente ipotizzabile una quarantina di anni fa, le biblioteche (così come gli editori), se vogliono rimanere i luoghi di incontro e di ricerca della conoscenza, siano costrette a ridefinire gli oggetti e le modalità di erogazione dei propri servizi, in modo da trovarsi oltre che negli edifici reali anche nelle piazze virtuali dove sempre più si concentrano le nuove generazioni e i nuovi potenziali utenti.

Chi è Paola Pala?

Paola Pala

Paola Pala

Dalla Sardegna si è trasferita a Bologna per frequentare l’università. Dopo la laurea in Dams alla Facoltà di Lettere e Filosofia e un breve periodo di ricerca in antropologia dello spettacolo, nel 2011 decide di iscriversi al “Master biennale in Archivistica, Biblioteconomia e Codicologia. Riordinamento e inventariazione degli archivi e catalogazione di documenti manoscritti, stampati e digitali” presso l’Università degli Studi di Firenze, specializzandomi in biblioteconomia moderna. Grazie a un articolo sulle biblioteche del futuro, che conteneva un’intervista a Giulio Blasi, viene a conoscenza del progetto MLOL. Riesce a fare lo stage formativo e a lavorare per tre mesi con lo staff MLOL in un momento particolarmente frenetico e stimolante, in cui è stata riprogettata l’interfaccia grafica e l’organizzazione semantica dei contenuti. Il 18 aprile 2013 ha concluso il master con una tesi sugli ebook e le biblioteche digitali. Da giugno 2013 è entrata a far parte dello staff. E’ appassionata di nuove tecnologie, forme di comunicazione digitali e Web.

Matteo Piselli

Autore Matteo Piselli

Nato tra la fine dell’epoca analogica e l’inizio di quella digitale, da 15 anni combatto contro la carta sulle scrivanie, ma qualcosa deve essere andato storto!

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